
Lotus Elise VHPK di Analogue Automotive
Analogue Automotive trasforma la Lotus Elise S1 con guida centrale, fibra di carbonio e 250 cavalli su meno di 600 chili.
Prendere una Lotus Elise Serie 1 e portarla all'estremo richiede una visione molto chiara. Steffen Dobke, alla guida della britannica Analogue Automotive, ha deciso di non definire questo progetto un semplice restauro. La sua visione si chiama VHPK, una reinterpretazione integrale della classica biposto di Hethel che conserva la vasca originale in alluminio incollato, ma trasforma radicalmente ogni altro elemento per creare una vettura focalizzata senza compromessi sull'esperienza di guida. La prima unità è stata appena consegnata, aprendo la strada a una serie estremamente limitata di soli trentacinque esemplari.
Il lavoro parte dallo smontaggio completo dell'auto donatrice, compresa nel prezzo di acquisto. Della vettura originale rimane l'ossatura del telaio Type 111, attorno a cui viene costruita una nuova carrozzeria interamente in fibra di carbonio. Analogue Automotive ha ridisegnato il serbatoio del carburante per ridurne l'impatto sul peso e ha sviluppato un cablaggio elettrico dedicato e alleggerito. Il risultato sulla bilancia è impressionante: la massa a secco scende sotto i 600 chilogrammi, un valore nettamente inferiore ai circa 700 chili della Elise originale da 120 cavalli e perfino ai 770 chili della Sport 160.
Sotto il cofano posteriore trova posto una profonda evoluzione del classico quattro cilindri Rover Serie K. Il motore è stato portato a una cilindrata di 1,9 litri ed eroga 250 cavalli ad alti regimi. Con questi numeri, il rapporto potenza-peso raggiunge la soglia di 400 cavalli per tonnellata, un valore che proietta questa creazione nel territorio delle supercar più blasonate. La trasmissione è affidata a un cambio manuale a cinque rapporti ravvicinati, abbinato a un differenziale a slittamento limitato pensato per garantire la massima efficacia in pista.
La vera peculiarità dell'abitacolo è la posizione di guida centrale. Non si tratta di una semplice modifica estetica, ma di un intervento ingegneristico profondo che ha richiesto la riprogettazione della pedaliera, del piantone dello sterzo e della paratia interna. Il pilota siede esattamente al centro del telaio su un singolo sedile a guscio in carbonio, richiamando l'impostazione visiva e dinamica delle monoposto da competizione e di icone stradali come la McLaren F1. L'impianto frenante è stato adeguato a prestazioni di questo calibro e adotta dischi carboceramici anteriori da 300 millimetri.
Il costo base per accedere a questo progetto è di 350.000 sterline, pari a circa 472.500 dollari prima delle tasse locali. Una cifra diciassette volte superiore a quella necessaria per acquistare una Elise S1 originale ben conservata. Analogue Automotive punta a collezionisti esigenti e appassionati di track day disposti a pagare l'esclusività di un telaio ultraleggero spinto all'estremo delle sue possibilità fisiche.



