
Aston Martin rinvia l'elettrica: V8 e V12 fino al 2035
Adrian Hallmark sposta il debutto della prima Aston Martin a batteria tra il 2033 e il 2035. I motori termici V8 e V12 restano centrali per oltre un decennio.
Adrian Hallmark ha parlato chiaro. Chi si aspettava una Aston Martin a batteria nel giro di pochi anni dovra attendere ancora a lungo. Il debutto del primo modello puramente elettrico del marchio britannico e slittato in una finestra compresa tra il 2033 e il 2035. Niente fretta, nessun salto nel vuoto dettato da scadenze forzate. Per Gaydon la priorita immediata resta fedele alla propria identita, mantenendo in vita e perfettamente conformi alle normative i motori a otto e dodici cilindri almeno fino al 2035.
Il cambio di rotta e significativo se confrontato con i piani del passato. Sotto la precedente gestione, la prima vettura a zero emissioni era programmata per il 2027. Dopo il suo arrivo da Bentley nel settembre del 2024, Hallmark aveva ipotizzato il 2030, per poi decidere di allontanare ulteriormente l'orizzonte temporale. Il numero uno della casa inglese ha spiegato la posizione con una formula precisa, definendo l'azienda un soggetto che posticipa l'elettrico, non che lo nega. La distinzione serve a chiarire che lo sviluppo non e stato cancellato, ma solo calibrato sui tempi reali del mercato.
Dietro questa scelta ci sono dinamiche commerciali e regolamentari che si muovono a velocita differenti. La domanda reale dei clienti per supercar e gran turismo a batteria resta tiepida, mentre la tecnologia di accumulatori e motori evolve rapidamente. L'accordo strategico firmato con Lucid per la fornitura di componenti elettrici rimane valido. Anzi, secondo Hallmark, questo ritardo finira per avvantaggiare la casa, permettendo di integrare soluzioni tecniche molto piu avanzate rispetto a quelle disponibili al momento della firma iniziale del contratto.
Sul fronte dei propulsori tradizionali, Aston Martin ha definito un piano di sviluppo per garantire che sia i blocchi compatti sia quelli di grande cubatura superino i futuri limiti di omologazione. La gamma continuera a basarsi sui V8 e V12 che oggi equipaggiano quasi l'intera produzione. Per mantenere questi motori in regola, la casa puntera sull'ibridazione leggera o convenzionale, escludendo quasi certamente soluzioni ibride plug-in. L'obiettivo e evitare l'aggravio di peso dovuto ai pacchi batteria ingombranti e non gravare i clienti con la necessita della ricarica alla spina.
A sostenere questa strategia intervengono anche i solidi accordi industriali gia in essere. Aston Martin continua a sfruttare i propulsori V8 forniti da Mercedes-AMG e le architetture elettroniche di Mercedes-Benz, mentre porta avanti lo sviluppo autonomo della propria piattaforma sportiva di nuova generazione. Un esempio recente di questa filosofia e il nuovo DBX GT, un SUV ad altissime prestazioni spinto da un V8 biturbo, a dimostrazione di come il motore termico rimarra dominante per oltre un decennio.
L'orizzonte del 2035 resta comunque il limite stabilito dalle normative europee e britanniche sulle emissioni zero allo scarico, salvo deroghe per i carburanti sintetici nei piccoli volumi. Fino ad allora, gli investimenti diretti verso la produzione di massa di veicoli elettrici rimarranno contenuti e focalizzati sulla ricerca, senza impegnare impianti e catene di montaggio. Come ha sintetizzato lo stesso Hallmark, la societa ha ritrovato il proprio equilibrio naturale, mettendo al centro cio che gli appassionati cercano davvero.



